suffragio universale

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June 28, 2022

Il suffragio universale consiste nel riconoscimento del diritto di voto a tutti i cittadini. È definito in opposizione al suffragio ristretto che riserva il diritto di voto a determinati cittadini, in particolare al suffragio censuario o al suffragio di capacità. È l'espressione della sovranità popolare e della volontà generale in un regime democratico. Nella sua versione moderna, è individualizzato, vale a dire che si svolge secondo il principio “una persona, un voto”, a differenza del voto plurale o del voto familiare. L'espressione “suffragio universale” è attestata nel XVIII secolo: la sua più antica ricorrenza conosciuta si trova in Denis Diderot in una delle sue Lettere a Sophie Volland, datata 1765, con il significato di “voto unanime”; François Guizot fu il primo ad utilizzarlo nel senso di “diritto di voto attribuito a tutti gli elettori (maschi)” nella tredicesima lezione del suo corso di storia moderna, nel 1828.

Storia

Il diritto di voto consente ai cittadini di uno Stato di esprimere la propria volontà, in occasione di uno scrutinio, per eleggere i propri rappresentanti e i propri governanti, per rispondere alla domanda posta da un plebiscito o da un referendum, o ancora per votare le proprie leggi direttamente. Per le democrazie moderne questo è il principale diritto civico, considerato fondamentale. Il suffragio universale è il metodo di voto adottato dalle moderne democrazie, prima come suffragio universale maschile e poi come vero e proprio suffragio universale, esteso al diritto di voto delle donne. Istituito in Francia durante la Rivoluzione francese, con decreto dell'11 agosto 1792, fu soppresso dal Direttorio prima di essere reintegrato, quasi a sorpresa, durante la Rivoluzione del 1848. In effetti durante il Secondo Impero, sebbene fortemente limitato a causa di condizioni procedurali, tra cui la nomina dei candidati da parte dello Stato - che somigliava a quanto avveniva nei regimi monopartitici del Novecento ma istituendo il suffragio universale - fu re-istituito durante la Terza Repubblica e accettata come base della democrazia. Sebbene accettato nel 1848, il principio dello scrutinio segreto non fu realmente attuato fino all'istituzione della cabina elettorale nel 1913, mentre solo nel 1944 le donne ottennero il diritto di voto (prima applicazione nel 1945). In molti altri paesi, ad eccezione della Svizzera, il divario tra suffragio universale maschile, spesso adottato più tardi che in Francia (1870 per la Germania) e suffragio universale vero e proprio (comprese quindi le donne), è molto minore. La storia del suffragio universale non riguarda solo l'elezione dei rappresentanti politici, poiché si interseca anche con quella dell'istituzione di giurie popolari, o dell'elezione dei magistrati e di altri leader politici (questo era il caso della Francia rivoluzionaria, ed è tuttora negli Stati Uniti). Inoltre, oltre alla proclamazione del principio stesso del suffragio universale, le condizioni per la sua applicazione pratica e l'estensione del diritto di voto a determinate categorie della popolazione che potrebbero esserne escluse (donne, ma anche condannate per certo condanne, i "malati di mente" o anche bambini, ma anche servi o vagabondi) fanno parte della sua storia. Potremmo infatti affermare il principio del suffragio universale, pur restringendone la portata con alcune leggi elettorali. Venivano così imposte condizioni di residenza o di alfabetizzazione (soprattutto quando era necessario scrivere i nomi dei candidati sulle schede elettorali). In Francia, ad esempio, dobbiamo attendere la legge sulla parità di diritti e opportunità, partecipazione e cittadinanza delle persone con disabilità affinché le persone sotto tutela possano votare, previa autorizzazione di un