Regno d'Italia (1861-1946)

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May 20, 2022

Il Regno d'Italia (italiano: Regno d'Italia), governato dalla dinastia reale di Casa Savoia, è il nome dello stato italiano dal 1861 al 1946, emerso dal regno di Sardegna dopo il periodo delle guerre di indipendenza del Risorgimento. Nel periodo dal 1922 al 1943, il regno, guidato dal governo fascista di Benito Mussolini, viene comunemente indicato come Italia fascista, senza che il regime monarchico sia stato interrotto.

Sommario

Il regno d'Italia, privato di Nizza e sabaudo ceduto alla Francia nel 1860, proveniva dal regno di Sardegna dopo un periodo di guerre di indipendenza chiamato Risorgimento. Il periodo del regno di Vittorio Emanuele II di Savoia che va dal 1859 al 1861 è detto anche "Vittorio Emanuele II re eletto", il che ben indica il modo in cui salì al trono d'Italia. Nel 1860 infatti il ​​Ducato di Parma, il Ducato di Modena e il Granducato di Toscana votarono plebisciti per l'unione con il regno. Nello stesso anno il regno delle Due Sicilie fu conquistato grazie alla spedizione dei Mille e la Romagna, le Marche e l'Umbria furono sottratte allo Stato Pontificio dai Piemontesi. Tutti questi territori sono ufficialmente annessi al regno dopo plebisciti. Resta da realizzare l'integrazione di diversi stati che sono stati separati per secoli. Nel gennaio 1861 si tennero le elezioni per il primo parlamento unitario. Con la prima convocazione del Parlamento italiano il 18 febbraio 1861 e la proclamazione del 17 marzo, Vittorio Emanuele II fu primo re d'Italia dal 1861 al 1878. Nel 1866, in seguito alla Terza Guerra d'Indipendenza, il Veneto e Mantova, ritirati dall'impero austriaco, vengono annessi al regno. Nel 1870, con la presa di Roma, il Lazio fu annesso al regno, ritirato definitivamente dallo Stato Pontificio. Roma diventa ufficialmente la capitale d'Italia (come in precedenza erano state Torino e Firenze). Il regno è poi governato da Umberto I (1878 - 1900), assassinato in un attentato dall'anarchico Gaetano Bresci, e da Vittorio Emanuele III (1900 - 1946). Sotto il regno di quest'ultimo, nel 1919, dopo la prima guerra mondiale, furono uniti al regno Trentino, Alto Adige, Gorizia e Friuli orientale, Istria, Trieste e Zara (Zara). Fiume (Rijeka) fu unita al regno nel 1924. Dopo il fascismo e la seconda guerra mondiale, l'Istria con Fiume e Zara fu ceduta nel 1947 alla Jugoslavia. Il regno d'Italia, guidato da Umberto II prima come luogotenente generale del regno (1943 - 1946) poi per poco più di un mese come re (il "re di maggio") in seguito all'abdicazione di Vittorio Emanuele III, si conclude con la proclamazione della Repubblica Italiana dopo il referendum del 2 giugno 1946, che segna l'esclusione di Casa Savoia dall'Italia dopo 85 anni di regno.

Il regno di Vittorio Emanuele II (1861-1878)

La fragilità del nuovo stato

Istituzionalmente e giuridicamente, il regno d'Italia è un ampliamento del regno di Sardegna, essendo quest'ultimo una monarchia costituzionale secondo la lettera dello Statuto Albertino effettuata a Torino nel 1848; il re nomina il governo che fa capo al sovrano e non al parlamento, mantiene le sue prerogative anche in materia di politica estera e quindi sceglie i ministri militari (guerra e marina). Il diritto di voto è concesso, secondo la legge elettorale piemontese del 1848, sulla base del censimento; in questo modo gli aventi diritto al voto costituiscono appena il 2% della popolazione. Durante le elezioni parlamentari del gennaio 1861, su quasi 26 milioni di abitanti, il diritto di voto fu concesso solo a 419.938 persone (ovvero l'1,8% della popolazione), per cui votarono solo 239.583; alla fine i voti validi si riducono a 170.567 persone di cui 70.000 dipendenti di