principe elettore

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July 3, 2022

Un principe elettore (dal latino: princeps elettore; in tedesco: Kurfürst) era titolare di un titolo di alta nobiltà assegnato ai più alti principi del Sacro Impero aventi il ​​privilegio di eleggere il re dei Romani, prima della sua incoronazione a imperatore dal papa. Lo status dei sette principi elettori fu definito dalla Bolla d'oro promulgata dall'imperatore Carlo IV nel 1356. L'elettorato era legato al possesso di uno stato imperiale tenuto in immediato feudo dell'imperatore.

Origini

Dopo l'estinzione della dinastia carolingia nel regno della Francia orientale nel 911, i principi si accordarono per evitare la successione di Carlo III, re della Francia occidentale. Invece i "grandi" degli Alamani, dei Bavaresi e dei Sassoni optarono per uno di loro, il duca Corrado di Franconia, che non aveva alcuna parentela diretta con la dinastia carolingia. In quel tempo, l'elezione del re era anche consuetudine nella Francia occidentale; la maggior parte dei governanti era comunque in grado di imporre la scelta dei propri figli. Più tardi, sotto il regno dei Capetingi, il regno di Francia si sviluppò in una monarchia ereditaria. Nella Francia orientale, invece, morirono diversi regnanti senza lasciare eredi diretti: già nel 1002, il duca Enrico di Baviera dovette imporre la sua elezione in virtù della successione del cugino Ottone III a chi gli si opponeva. A partire dall'anno 1024, la dinastia salica riuscì ad affermarsi per un intero secolo, fino all'estinzione della linea maschile nel 1125. Dopo la morte dell'ultimo degli imperatori salici, Enrico V, i principi pensarono a lui di dare un successore che non pretende più di instaurare a loro spese una monarchia ereditaria e assoluta. Ecco perché Lotario de Supplinbourg, all'età di cinquant'anni e senza eredi maschi, fu eletto a succedergli. Quando morì nel 1138, suo genero, il duca Enrico il Superbo, non riuscì a vincere contro il rivale Corrado III di Hohenstaufen; Lo stesso Corrado, sul letto di morte nel 1152, nominò suo nipote Frédéric Barberousse successore al posto del figlio. I principi dell'Impero emergevano rafforzati da ogni cambio di potere. La composizione dell'elettorato non era chiaramente definita all'inizio; tra i più illustri principi che furono chiamati all'assemblea vi furono però gli arcivescovi di Magonza, Colonia e Treviri, aventi sede nell'ex territorio dei Franchi del Reno.

Composizione del collegio elettorale

Nel Medioevo e all'inizio dei tempi moderni, il collegio elettorale era composto da un numero di sette, poi nove principi. L'imperatore veniva eletto con la maggioranza dei loro voti, almeno quattro, indipendentemente dal numero degli elettori partecipanti all'elezione. A ciascuno di loro era riservato uno degli alti uffici della corte imperiale. I principi elettori del collegio iniziale designato dalla Bolla d'Oro erano: tre chierici secolari: il principe arcivescovo di Magonza, arcicancelliere per la Germania; il principe-arcivescovo di Colonia, arcicancelliere per l'Italia; il principe arcivescovo di Treviri, arcicancelliere della Gallia; quattro laici: il re di Boemia, grande coppiere (Erzmundschenk); il conte palatino del Reno o "elettore palatino", sommo siniscalco (Erztruchsess), curatore (vicario in caso di vacanza della sede imperiale) dei paesi della Franconia a ovest dell'Impero; il Duca di Sassonia o "Elettore di Sassonia", arcimaresciallo (Erzmarschall), curatore dei paesi sassoni a destra dell'est dell'Impero; il margravio di Brandeburgo o "elettore di Brandeburgo", gran ciambellano (Erzkämmerer). Successivamente la composizione del collegio elettorale cambiò durante la creazione di due nuovi elettorati nel XVII secolo: Nel 1623, durante la Guerra dei Trent'anni, l'Elettore Palatino Federico V fu espropriato del suo ufficio che fu trasferito (come v