negazionismo

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June 25, 2022

La negazione è una negazione dei fatti storici, nonostante la presenza di evidenti prove riportate dagli storici, per fini razzisti o politici. Il termine è stato creato nel 1987 dallo storico Henry Rousso per denotare la sfida alla realtà del genocidio attuato contro gli ebrei dalla Germania nazista durante la seconda guerra mondiale, vale a dire la negazione della Shoah. La negazione dell'Olocausto consiste quindi nell'affermare, o che non vi era alcuna intenzione di sterminare gli ebrei, o che i mezzi per effettuare tale sterminio, in particolare le camere a gas destinate a provocare la morte, non esistevano. Successivamente, il negazionismo designa la contestazione o la minimizzazione dei crimini contro l'umanità condannati dal Tribunale di Norimberga, quindi per estensione la contestazione o la minimizzazione di altri fatti storici che potrebbero anche essere qualificati come crimini contro l'umanità, come il genocidio armeno perpetrato dai Giovani Turchi governo dell'Impero ottomano durante la prima guerra mondiale, l'Holodomor ucraino da parte dell'URSS, i crimini del Gulag e del comunismo, il massacro di Nanchino da parte dell'esercito imperiale giapponese, il genocidio dei tutsi in Ruanda, i crimini del regime dei Khmer rossi in Cambogia, o i laogai in Cina. Sebbene lo spettro degli episodi presi di mira dai negazionisti sia ampio, si riscontrano tratti comuni nelle rispettive negazioni, ed in particolare l'uso del metodo ipercritico nell'analisi delle fonti e delle testimonianze nonché i seguenti errori: tali dettagli sono poco chiari o contraddittori, quindi l'intera spiegazione è falsa, quindi le prove addotte per questa spiegazione sono in realtà sofisticate confutazioni; l'assenza di prove è prova dell'assenza dei fatti invocati.I negazionisti spesso si nascondono dietro il "revisionismo storico", un approccio adottato dagli storici (veri) che consiste nel mettere legittimamente in prospettiva determinati fatti nei loro contesti in questione. loro, spesso diversi decenni dopo gli eventi. Il termine "revisionista" rimane tuttavia controverso e più generalmente utilizzato come sinonimo di negazionismo, in particolare in francese.

Caso di genocidi perpetrati dai nazisti

Il 26 gennaio 2007, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato per consenso una risoluzione che condanna la negazione del genocidio contro gli ebrei da parte della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. Che riguardi i crimini dei nazisti o di altri, l'approccio negazionista è unico in quanto utilizza una metodologia faziosa e disonesta, operando la selezione, l'occultamento, l'appropriazione indebita o la distruzione di informazioni che corroborano l'esistenza del crimine (o anche la creazione di false prove "implicanti" la non esistenza di eventi passati). Si può legittimamente parlare di negazionismo quando si utilizzano tali metodi, quando i fatti contestati sono indubbiamente accertati e quando le motivazioni non sono esclusivamente la ricerca di fatti storici ma il desiderio di promuovere un'ideologia, una credenza o una memoria collettiva ingigantita, scagionando da crimini commessi in suo nome (ad esempio razzismo, comunismo, panturkismo, antisemitismo, fondamentalismo religioso…).

Negazionismo e revisionismo

La nozione di negazionismo va fondamentalmente distinta da quella di revisionismo. Il termine negazionismo è stato coniato dallo storico Henry Rousso nel 1987. La sua utilità è quella di designare correttamente il processo di falsificazione storica come quello di Robert Faurisson o Henri Roques, che indebitamente si definiscono "revisionisti". Nelle parole di Henri Rousso, durante la sua testimonianza al processo promosso da Robert Faurisson contro Robert Badinter nel 2007, �