Girolamo Savonarola

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June 28, 2022

Jérôme Savonarola, in italiano Girolamo Savonarola, nato a Ferrara il 21 o 24 settembre 1452, morto impiccato e bruciato a Firenze il 23 maggio 1498, è un frate domenicano, predicatore e riformatore italiano, che istituì e diresse la dittatura teocratica di Firenze dal 1494 al 1498. Chiamato anche Hieronymus Savonarola o Girolamo Savonarola, è noto per le sue riforme religiose, i suoi sermoni antiumanisti, la sua pira di vanità dove scomparvero molti libri e molte opere d'arte. Predicò con veemenza contro la corruzione morale del clero cattolico, senza però mettere in discussione il dogma.

Biografia

Gioventù (1452-1482)

Terzo figlio del mercante Niccolò di Michele dalla Savonarola e di Elena Bonacolsi (o Bonacossi), discendente della nobile famiglia Bonacolsi di Ferrara, nel nord Italia, Girolamo Francesco Maria Matteo Savonarola è allevato dal nonno paterno, Michele, professore e rinomato medico. Come lui, si occupò di medicina e iniziò a studiare all'Università di Ferrara, dove conseguì la laurea in lettere. Fin da giovane si interessò alle Sacre Scritture e si immerse nella lettura delle opere di Aristotele, Platone e Tommaso d'Aquino in particolare. Savonarola ha due fratelli maggiori, Ognibene e Bartolomeo, poi lo seguono altri due fratelli, Maurelio e Alberto. Infine, due sorelle, Beatrice e Chiara, chiudono i fratelli. Sappiamo solo che Alberto era medico e che Maurelio divenne frate domenicano, come Girolamo. La sua inclinazione moralistica ei tratti di riformatore compaiono già nei suoi primi scritti. Così, De Ruina Mundi, una poesia che scrisse all'età di 20 anni, denuncia il degrado della società e l'ascendente della lussuria e dell'empietà. Fu anche in questo periodo che scelse il suo percorso spirituale e il suo poema allegorico, De Ruina Ecclesiæ (1475), mostra il suo disprezzo per la Curia romana, che descrive come una "puttana orgogliosa e bugiarda". Nel 1475 fuggì da Ferrara ed entrò nel convento domenicano (uno degli ordini mendicanti) di San Domenico a Bologna dove ricoprì gli incarichi di sarto e giardiniere, prima di vestire l'abito di monaco nel 1476. Visse poi in rigoroso ascetismo. Si immerse negli studi teologici (l'Università di Bologna è una delle più importanti dell'epoca), poi tornò a Ferrara per insegnare al Convento di S. Maria degli Angeli, prima che l'ordine non lo inviasse, nel 1482, al Convento di San Marco a Firenze.

Carriera a Firenze (1482-1494)

Dedicò i suoi primi anni a Firenze allo studio, all'ascesi e alla predicazione. A quel tempo, sembrava più riconosciuto per i primi due che per l'ultimo. Dopo una parentesi di un anno (1487), durante la quale fu maestro di studi a Bologna, fu mandato a predicare in varie città della regione. Iniziò quindi la sua vera carriera di predicatore intransigente, esortando le masse popolari a tornare ai precetti del Vangelo e non esitando ad attaccare l'onnipotenza dei Medici. Poco convincente in un primo momento, la sua influenza sulle folle del popolo crebbe e trovò eco presso alcuni intellettuali dell'epoca, in particolare il conte Pic de la Mirandole, di cui divenne confessore. Nel 1490, Laurent de Medici usa la sua influenza per riportarlo a Firenze nella speranza di controllare la pericolosa eloquenza del suo nemico. A quel tempo i monaci di molte zone erano mercanti di indulgenze. In opposizione a queste pratiche, Savonarola si ritira dal mondo, e cade sempre più nello studio della Bibbia e dei Padri della Chiesa. A Firenze, il Convento di San Marco è severo (come dimostrano i suoi vestiti e cilicio). Un anno dopo il suo arrivo a Firenze (1491), Savonarola fu eletto priore del convento. I suoi sermoni gonfiati