Omelia

Article

August 15, 2022

L'omelia è, in diverse confessioni cristiane, un commento orale di circostanza pronunciato nel mezzo del servizio liturgico, dopo la lettura del Vangelo e prima dell'Eucaristia, e prendendo sempre come spunto un brano delle Sacre Scritture. La parola è diventata sinonimo di "sermone". L'omelia ha rappresentato un mezzo efficace per diffondere la fede cristiana in tutti gli strati della società.

Origine

La parola "omelia" deriva dal latino homilia, derivato dal greco antico: ὁμιλία, homilía. La parola originariamente si riferiva a un incontro o associazione di persone, nonché a una relazione o conversazione familiare e informale. L'omilia come sermo si riferisce quindi ad atti ordinari di comunicazione tra individui, un significato del tutto diverso da quello che queste parole assumeranno poi tra i cristiani. L'omelia cristiana designa un atto liturgico di predicazione davanti all'ecclesia il cui scopo è chiaramente pedagogico; in altre parole, l'omelia cristiana è uno strumento di catechesi. In origine, troviamo l'omelia sinagogale in uso nel giudaismo sin da Esdra e al tempo di Gesù. Ricercatori come Maurice Sachot hanno dimostrato l'influenza di questa pratica sul cristianesimo primitivo ma anche sui sermoni di Gesù stesso. Dalla conversione di Costantino nel 313, l'omelia conobbe un improvviso aumento di interesse tra la popolazione urbana; «Poi affonda le sue radici nell'Impero e nella sua tradizione oratoria di insegnamento urbano mantenuta da filosofi, retori e sofisti che possiamo considerare in un certo modo come i precursori degli oratori cristiani. Appropriandosi a fini missionari dei processi di eloquenza e retorica pagana, i vescovi ei presbiteri perpetuarono così senza soluzione di continuità una familiare attività culturale della città antica. »

Descrizione

Dai tempi apostolici al cristianesimo primitivo

Nel I e ​​II secolo d.C. J.-C., la predicazione rimase privilegio dei profeti e dei professori. Con l'istituzione dell'episcopato, il vescovo divenne l'unico autorizzato a predicare e d'ora in poi si riservò la prerogativa di istruire la comunità dei fedeli. Ma può, secondo le necessità o le comodità del momento, delegare questa responsabilità ai presbiteri, come fece Flavien con Giovanni Crisostomo. Nell'antichità l'omelia veniva pronunciata, come oggi, dopo le letture e prima dell'Eucaristia. Durante la quaresima e la settimana di Pasqua, il celebrante doveva elaborare un repertorio di omelie specifiche. Il contenuto del sermone combinava spesso l'effettiva esegesi biblica con osservazioni sulla disciplina religiosa e sulla morale. Le omelie potevano essere lette, recitate a memoria o improvvisate, come nel caso di Giovanni Crisostomo. Solitamente lunghi, duravano dai 44 ai 70 minuti, a seconda del periodo dell'anno, con i fedeli in piedi per l'intera durata. Nel II e III secolo l'eloquenza cristiana è rappresentata da Clemente di Alessandria, Ippolita di Roma e Origene. Solo nel IV secolo la predicazione cristiana conobbe il suo pieno sviluppo con Basilio di Cesarea, Gregorio di Nissa, Gregorio di Nazianze, Ambrogio di Milano, Agostino d'Ippona e Giovanni Crisostomo. L'omelia aveva così la funzione di ricordare ad un pubblico, talvolta analfabeta, l'insegnamento delle Scritture e di fissare i principali orientamenti della Chiesa in materia di dottrina morale. In questo senso, fu uno strumento retorico di educazione e svolse un ruolo chiave nell'instaurazione del cristianesimo nel IV secolo.

Nei tempi moderni

CattolicesimoNella Chiesa cattolica, l'omelia può essere