Rinascimento

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June 25, 2022

Rinascimento è il nome dato nel XIX secolo a un ampio movimento culturale che si è verificato nell'Europa occidentale durante il XV e il XVI secolo. Fu un periodo di transizione tra il Medioevo e l'inizio dell'Età Moderna. I suoi principali esponenti sono nel campo delle arti, sebbene vi sia stato un rinnovamento anche nelle scienze, sia naturali che umane. La città di Firenze, in Italia, è stata la culla e lo sviluppo di questo movimento, che si è poi diffuso in tutta Europa. Il Rinascimento fu il risultato della diffusione delle idee dell'umanesimo, che determinò una nuova concezione dell'uomo e del mondo. Il termine "Rinascimento" è stato utilizzato per rivendicare alcuni elementi della cultura classica greca e romana, ed è stato originariamente applicato come un ritorno ai valori della cultura greco-romana e alla libera contemplazione della natura dopo secoli di predominio di una cultura più tipo di mentalità rigida e dogmatica stabilita nell'Europa medievale. In questa nuova fase è stato proposto un nuovo modo di vedere il mondo e l'essere umano, con nuovi approcci nei campi delle arti, della politica, della filosofia e della scienza, sostituendo il teocentrismo medievale con l'antropocentrismo. Lo storico e artista Giorgio Vasari fu il primo ad usare la parola "rinascimentale" (rinascita) per descrivere la rottura con la tradizione artistica medievale, che definì uno stile barbaro, che fu poi chiamato gotico. Vasari riteneva che le arti fossero cadute in declino con il crollo dell'Impero Romano e che fossero state salvate solo da artisti toscani dal XIII secolo in poi.[1] L'attuale concetto di Rinascimento (dal Rinascimento francese) fu formulato a metà del XIX secolo dallo storico francese Jules Michelet, nella sua opera Renaissance et Réforme, pubblicata nel 1855. [2] Per la prima volta Michelet utilizzò il termine in il senso di un periodo storico, che andrebbe dalla scoperta dell'America a Galileo, e lo considerava più importante per i suoi sviluppi scientifici che per l'arte o la cultura. Michelet, che fu nazionalista e repubblicano francese, attribuiva al Rinascimento valori democratici opposti a quelli del precedente Medioevo e un protagonismo francese.[3] L'altro storico che ebbe grande influenza nel plasmare il concetto di Rinascimento fu lo svizzero Jacob Burckhardt, che lo definì come il periodo tra Giotto e Michelangelo, cioè dal XIV alla metà del XVI secolo. Buckhardt ha evidenziato nel Rinascimento l'ascesa dello spirito individualista moderno, che il Medioevo avrebbe inibito.[4] Dal punto di vista dell'evoluzione artistica generale dell'Europa, il Rinascimento ha significato una "rottura" con l'unità stilistica che era stata fino a quel momento "sovranazionale". Il Rinascimento non fu un fenomeno unitario dal punto di vista cronologico e geografico: il suo ambito era limitato alla cultura europea e ai territori americani appena scoperti, a cui le novità rinascimentali arrivarono tardivamente. Il suo sviluppo coincise con l'inizio dell'Età Moderna, segnata dal consolidamento degli stati europei, dai viaggi transoceanici che misero in contatto Europa e America, dalla decomposizione del feudalesimo, dall'ascesa della borghesia e dall'affermazione del capitalismo. Tuttavia, molti di questi fenomeni esulano dall'ambito rinascimentale per la loro grandezza e la maggiore estensione nel tempo.[5]

Aspetti generali

Contesto storico

Il Rinascimento segna l'inizio dell'Età Moderna, un periodo storico che solitamente si stabilisce tra la scoperta dell'America nel 1492 e la Rivoluzione Francese nel 1789, che in campo artistico abbraccia stili come il Rinascimento e il Manierismo. XVI secolo), Barocco, Rococò e Neoclassicismo (XVII e XVIII secolo). Altri storici sitú