uomo d'affari

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August 11, 2022

Un imprenditore è quella persona o gruppo di persone che, individualmente o collettivamente, fissa gli obiettivi e prende decisioni strategiche in merito alle finalità, ai mezzi, all'amministrazione e al controllo delle società e si assume la responsabilità sia commerciale che legale nei confronti di terzi.[1] è la persona fisica o giuridica, che con capacità giuridica e in modo professionale unisce capitale e lavoro con lo scopo di produrre beni e/o servizi da offrire sul mercato, al fine di ottenere benefici. Il termine si applica generalmente sia ai livelli superiori del management, i cosiddetti direttori esecutivi - ad esempio Steve Jobs o Bill Gates - sia ai membri del consiglio di amministrazione o del consiglio di amministrazione - ad esempio: Sergio Marchionne o Ramón Aboitiz - o ad alcuni azionisti (generalmente "azionisti di maggioranza" ovvero coloro che possiedono più partecipazioni - ad esempio: Warren Buffett e Ricardo Claro - e, in genere, i titolari di società di qualsiasi dimensione). Si può ipotizzare che nel ruolo dell'imprenditore vi siano tre diverse funzioni: quella di proprietario, capitalista o finanziere; quella di dirigente o amministratore; e quello di un imprenditore o innovatore, cioè uno che si assume dei rischi. Jean-Baptiste Say suggerisce nel suo Traité d'économie politique del 1803 che "è raro che tali imprenditori siano così poveri da non possedere almeno una parte del capitale che impiegano"; che «egli è l'anello di comunicazione tra le diverse classi di produttori, come tra produttori e consumatori». “Dirige l'attività di produzione ed è al centro di molti incontri e relazioni; guadagna dalla sua conoscenza e dall'ignoranza degli altri, e da ogni vantaggio accidentale della produzione»; che "il merito del commerciante che riesce, attraverso una buona gestione, a rendere lo stesso capitale sufficiente per espandere un'impresa è precisamente analogo a quello dell'ingegnere, che semplifica il macchinario o lo rende più produttivo", e osserva al tempo stesso che «il datore di lavoro è esposto a tutti i rischi, ma si avvale invece di tutto ciò che può essere favorevole».[2]

Il concetto di imprenditore nell'economia del XXI secolo

Nell'economia odierna, il concetto di imprenditore appare strettamente legato al concetto di azienda, concepita come realtà socio-economica. Il datore di lavoro personalizza le prestazioni dell'azienda ed è la figura rappresentativa che, secondo le proprie motivazioni, persegue obiettivi coerenti con i traguardi che l'azienda deve raggiungere in un intervallo di tempo. In definitiva, il datore di lavoro è costituito come l'organo individuale o collettivo preposto alla gestione (fissando gli obiettivi aziendali e prendendo le decisioni appropriate per raggiungerli).

Caratteristiche del concetto di imprenditore

Le caratteristiche del datore di lavoro possono essere raggruppate in due: Coloro che ritengono che la funzione economica del datore di lavoro sia caratterizzata dall'assunzione del rischio e dal prestigio dell'impresa, quali: Pensa all'esecuzione dei lavori. Delegare le responsabilità e controllare i risultati. Definire strategie per risolvere questi problemi e anticiparli. È solo a conoscenza dei cambiamenti che l'azienda presenta. Coloro che ritengono che la funzione principale sia la direzione e il controllo del processo economico, quali: Misurare i risultati della forza lavoro. Si circonda di persone capaci di vedere la profondità delle decisioni. Accoglie con favore lo sforzo della forza lavoro. Conoscere i numeri a cui è legata la produzione.

Evoluzione storica

Primo stadio

In una prima fase storica, iniziata con la Rivoluzione industriale, la nozione di imprenditore può essere concepita come quella di proprietario-amministratore: gli interessi dell'impresa e quelli del proprietario del capitale coincidono assolutamente. Questa visione corrisponde a quella di Adam Smith, per il quale la cosa naturale ed efficace è che