Augusto Monterroso

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June 26, 2022

Augusto Monterroso Bonilla (Tegucigalpa, 21 dicembre 1921-Città del Messico, 7 febbraio 2003), detto Tito Monterroso, è stato uno scrittore honduregno, nazionalizzato guatemalteco ed esiliato in Messico.[1] È considerato uno dei maestri della minimizzazione e , in modo sintetico, ha affrontato argomenti complessi e affascinanti.

Biografia

Primi anni

Nacque il 21 dicembre 1921 a Tegucigalpa, in Honduras.[1] Era figlio del guatemalteco Vicente Monterroso e dell'hondurana Amelia Bonilla.[1] Trascorse l'infanzia e l'adolescenza in Guatemala, un paese che considerava la chiave del sua formazione, e che egli stesso considerava la sua patria:[1]

Esilio in Messico

Quando nel 1944 scoppiarono le rivolte contro l'allora dittatore guatemalteco Jorge Ubico, Monterroso ebbe un ruolo attivo, che lo portò in prigione quando il generale Federico Ponce Vaides prese il potere.[3] Tuttavia, nel settembre dello stesso anno, Monterroso riuscì a fuggire dal carcere e chiese asilo politico all'ambasciata messicana.[2] Dopo la Rivoluzione d'Ottobre in Guatemala nel 1944, guidata da Jacobo Arbenz, Monterroso fu nominato presso il consolato guatemalteco in Messico, dove rimase fino al 1953. Dopo la caduta di Arbenz – e dopo un breve soggiorno a La Paz, in Bolivia – andò in esilio in Cile, per poi tornare in Messico nel 1956, paese dove si stabilì definitivamente, scrisse e pubblicò tutta la sua opera letteraria.[4]

Carriera letteraria

Monterroso iniziò a pubblicare i suoi testi nel 1959, anno in cui fu pubblicata la prima edizione del suo primo libro di racconti: Opere complete e altri racconti; set di narrazioni incisive in cui si cominciano a notare i tratti fondamentali della sua narrazione: una prosa concisa, breve, apparentemente semplice e tuttavia ricca di riferimenti colti, oltre a una gestione magistrale della parodia, della caricatura e dell'umorismo nero. La sua microstoria Il dinosauro è stata considerata la microstoria più breve della letteratura universale fino alla comparsa di El emigrante, di Luis Felipe Lomelí. Questo è stato inserito in una dozzina di antologie ed è stato tradotto in diverse lingue, oltre ad avere un'edizione critica di Lauro Zavala intitolata Il dinosauro annotato.[5] A buon diritto Monterroso affermò a proposito di questa microstoria che "le sue interpretazioni erano così infinito come l'universo stesso. Nel 1970 Monterroso ha vinto il Premio Magda Donato e nel 1975 il Premio Xavier Villaurrutia per la sua raccolta di poesie Illusioni perdute: antologia personale,[6] e nel 1988 è stato insignito del Premio Aztec Eagle per il suo contributo alla cultura del Messico. Nel 1996 ha ricevuto anche il Premio FIL per la letteratura in lingue romanze (Messico) e nel 1997 il Ministero della Cultura e dello Sport guatemalteco gli ha conferito il Premio Nazionale per la Letteratura Miguel Ángel Asturias. Infine, nel 2000 gli è stato conferito il Premio Principe delle Asturie per le lettere in riconoscimento della sua intera carriera letteraria.[7] Nelle stesse parole della giuria:[8]

Morte

Monterroso è morto per arresto cardiaco il 7 febbraio 2003, all'età di 81 anni. Nel 2008 sua moglie, la scrittrice messicana Bárbara Jacobs,[3] ha donato la sua eredità artistica all'Università di Oviedo.

Opera d'arte

Romanzi

1978: Il resto è silenzio

Racconti

1959: opere complete (e altri racconti) 1969: La pecora nera e altre favole[9] 1983: La parola magica 1983: Il maestro di cricket 2003: Letteratura e vita

Poesia

1985: le illusioni perdute. antologia personale

Saggi

1998: La mucca 2002: Uccelli dell'America Latina

Altri

1972: Moto perpetuo 1981: Viaggio al centro della favola 1987: La lettera e. Frammenti di un diario 1992: Quella fauna 1993: I cercatori d'oro

Premi e riconoscimenti

1970: Premio Magda Donato 1975: Premio Xavier Villaurrutia per Antologia personale[6]